sabato 25 maggio 2013

Cose peggiori del riprendere peso

Il post di oggi è ispirato a un post che ho letto sul blog di una ragazza americana. La ragazza in questione, in lotta contro l’anoressia e con il costante timore di prendere troppo peso, ha stilato un lista delle cose che reputa comunque peggiori del riguadagnare chili.

Penso che sia un’idea molto propositiva ed utile: mettere a fuoco che, per quanto riprendere peso possa essere, a suo modo, certamente ansiogeno, ci sono molte cose che sono peggiori di qualche chilo in più. E sono cose che accadono se si resta qualche chilo in meno. Perché è vero: a volte quando si è nel pieno di un DCA si ha l’erronea sensazione che è l’essere “troppo grasse” che ci impedisce di fare tutto nella vita… eppure, in effetti – e lo dico per esperienza personale – anche l’essere troppo magra impedisce di fare tutto.

Credo sia davvero importante renderci conto di questo, e perciò quello che vi invito a fare oggi è stilare la vostra personale lista di ciò che c’è di peggio del dover riprendere peso.

Se vi va, lasciate la vostra lista nei commenti di questo post!

Comincio io, con la mia lista, e dunque…

50 cose peggiori del riprendere peso 

1) Non andare in pizzeria con gli amici
2) Non andare fuori con gli amici
 3) Non avere amici
4) Essere costantemente in ansia
5) Pianificare tutto quello ciò che c’è da fare nel corso della giornata
6) Pianificare cosa, dove e quanto mangiare
7) Andare nel panico se il piano non è rispettato
8) Realizzare che un piatto di spaghetti aveva più controllo sulla mia vita di quanto non ne avessi io stessa
9) Essere fissata con disgusto da qualcuno per l’eccessiva magrezza
10) Fregarsene di essere fissata con disgusto da qualcuno per l’eccessiva magrezza
11) Rompere le promesse con tutti, specialmente con me stessa
12) Dire bugie a tutti, specialmente a me stessa
13) Non andare al mare/in piscina per la vergogna di dovermi mettere in costume
14) La persona che mi piace che mi dice che non sono un granché perchè sono troppo magra
15) Non poter fare sport per l'eccessivo sottopeso
16) Osteoporosi
17) Infertilità
18) Controlli su controlli dalla dietista
19) Non riuscire a guardarmi allo specchio...
20) ...ma guardarmi in ogni superficie riflettente attraversata
21) Sentirmi in colpa
22) Sentirmi in colpa perchè mi sentivo in colpa
23) Inventare scuse
24) Odiarmi
25) Farmi del male
26) Far preoccupare gli altri per me
27) Essere in fondo preoccupata anch’io per me stessa
28) Vivere secondo regole arbitrarie imposte da me stessa
29) Litigare costantemente con me stessa
30) Non riuscire a badare a me stessa
31) Digestione a puttane
32) Metabolismo idem
33) Perdere la mia identità per l’anoressia
34) Abbassare le aspettative
35) Nascondere e negare
36) Deludere tutti, soprattutto me stessa
37) Miglioramento-ricaduta, miglioramento-ricaduta, miglioramento-ricaduta…
38) Dover rispondere sempre alle stesse domande…
39) … e dare sempre le stesse risposte
40) Basare l’autostima sulla capacità di restringere l’alimentazione
41) Andare a fare tirocinio in ospedale e sembrare più malata dei pazienti
42) Perdere la sanità mentale
43) Non sapere se mi sarei svegliata la mattina successiva
44) Non sapere se avrei voluto svegliarmi la mattina successiva
45) Perdere la libertà
46) Perdere l'autonomia
47) Perdere il controllo
48) Perdere tutto ciò che rende la vita degna d'essere vissuta
49) Perdere me stessa
50) Perdere la vita

Cara anoressia, alla faccia tua, io sono ancora qui che combatto affinchè tu non possa avere la meglio su di me. Perché, sì, la mia morte è un’arte… ma la mia vita è un capolavoro.

domenica 5 maggio 2013

Non ci fermiamo !!!

Ciao a tutti,
ogni tanto purtroppo il blog si ferma e per questo mi scuso con tutti voi....l'importante è però farvi sapere che la missione di "Mi nutro di vita" non si è mai arrestata!!! Siamo sempre ricchi di impegni, inviti ed iniziative ed è questa la cosa fondamentale.
In particolar modo in questo ultimo periodo io, Stefano e il dottor. Cardamone abbiamo effettuato diversi interventi nelle scuole di secondo grado di Genova e dintorni.
Inutile raccontare la grande soddisfazione e l'arricchimento che l'esperienza ha portato a noi; ragazzi attenti ed interessati ci hanno dato quella forza per raccontare quell'esperienza non sempre facile da esporre.
sono rimasta piacevolmente stupita dalla numerosità delle domande da parte dei ragazzi...spesso esordivano dicendo "magari è una domanda stupida...", ma per quanto semplice potesse essere risultava sempre fondamentale ed interessante per eventuali spunti.
Le domande più frequenti come "Quali sono i sintomi?" , "Come posso comportarmi con un'amica che ha questo problema?", "Qual è la differenza tra anoressia e bulimia?" e "Come hai fatto ad uscirne" permettono di far comprendere a chi ha come noi l'obiettivo di fare prevenzione quanto sia limitata la conoscenza dei ragazzi oggi.
Gli interventi quindi sono fondamentali per permettere loro di conoscere una realtà, di comprendere cause e disagi profondi che spesso stanno dietro all'espressione additante e stigmatizzante "quella è magrissima, è un'anoressica"!
Interessante è stato inoltre notare come la maggior parte delle domande fossero rivolte a me, probabilmente per una maggior vicinanza al loro mondo; vedevano in me una confidente, una persona alla pari piuttosto che una mera trasmettitrice di conoscenze.
questo per raccontarvi come la nostra missione sia sempre più viva e ricca!!!
Il prossimo appuntamento è a Savona presso il Teatro Chiabrera con lo spettacolo su Cibo Corpo ed Emozioni dal titolo "Dilemma" della compagnia Teatro Esperimento Madness ; l'ingresso è libero!!!
Un abbraccio
a presto
Michi

IL contributo di lylih dal blog Fame d'amore

*VIVA DI NUOVO - Come sono guarita dall'anoressia*

"Il testo descrive l’esperienza di vita dell’autrice, una giovane donna che ha vissuto e superato l’anoressia, e si rivolge direttamente, con uno stile confidenziale, diretto e personale, a chi sta sperimentando la stessa sofferenza, o perché direttamente colpito, o perché a contatto con una persona che la vive.
Accanto alla narrazione dell’esperienza vissuta, il libro presenta concreti suggerimenti per aiutare ad uscire dalla malattia; per offrire una solida speranza a chi spesso crede di averla perduta; per comprendere da un punto di vista cristiano il cammino pasquale di riconciliazione e risurrezione, che permette di guarire definitivamente dalla malattia e, soprattutto, di uscirne profondamente rinnovati.
L’esperienza dell’anoressia coinvolge oggi un numero sempre crescente di persone: anche se colpisce in prevalenza giovani donne, è un problema che riguarda una numero sempre in crescita di persone. Mentre molti si limitano a considerarla quasi come una mania estetica, tanti hanno compreso che è invece una sofferenza psicologica. Manca, tuttavia, una profonda comprensione dell’aspetto spirituale di questo dramma sempre più diffuso.
Amica mia carissima, se per caso questa sofferenza indicibile è anche la tua, permettimi solo di prendere le tue mani nelle mie, guardarti negli occhi e dirti: “Sorella, coraggio… Nulla è perduto!”. A te forse adesso pare impossibile… Ti sei così abituata al buio della notte che ti sembra impossibile che esista ancora l’alba… Ma esiste, carissima amica mia… Esiste e ti aspetta. C’è ancora, c’è sempre un Dio che ti ama da pazzi, che ti attende ogni giorno… C’è un Dio che crede in te, anche se a te forse sembra di non credere più in Lui… C’è un Dio che vuole riempirti di gioia. C’è un Dio che sa che puoi essere felice… che puoi ritrovare una ragione per vivere, la gioia di vivere…(L’autrice)
 

Questo un libro che può cambiarti la vita. A me l'ha cambiata, nel mio piccolo. Mi ha fatto recuperare il rapporto con Dio.
Leggere questo libro non è come leggere una qualsiasi storia di anoressia, no, Chiara, l'autrice, scrive una lettera a noi, sue sorelline che hanno bisogno di aiuto.
Guardate l'intervista, è meraviglioso. E leggete il libro perchè ti tocca l'anima e ti fa capire che cosa realmente è l'anoressia e dove bisogna scavare per uscirne.

Io ringrazio Chiara perchè, contattandomi su facebook, mi ha regalato il suo libro, così gratuitamente, per provare ad aiutarmi. E sta nascendo un'amicizia, un'amicizia di fede. Perchè Chiara è guarita grazie a Dio(e ovviamente alle persone che le volevano bene e a lei stessa), ed io sono convinta che sono la misericordia e l'amore di Dio possano tirarci fuori da questo vuoto dell'anima.

GRAZIE CHIARA!