martedì 3 aprile 2018

Il sole dentro.


Immaginate di prendere in mano un sacchetto, non un sacchetto qualunque: un sacchetto portagioie, di quelli in tessuto, quelli di velluto setoso al tatto, come quelli in cui le nonne tengono i gioielli.
Ecco, aprite quel sacchetto e dentro immaginate di metterci tutte le emozioni: la gioia e la tristezza, la malinconia, l'invidia, la rabbia e la felicità…tutte, una per una, come gemme preziose di vari colori (si, un po' come le perle colorate di "Inside Out").
Ora che ce le avete messe dentro tutte, afferrate le estremità del laccio per richiudere il sacchetto e tiratele, fino a stringere forte l'imboccatura, senza lasciare entrare aria.

In terapia spesso si utilizza il termine "congelamento": si parla di emozioni "congelate", che un po' alla volta si sciolgono, man mano che si procede nel percorso. Man mano che ci si ri-scopre, ad una ad una le si scopre. Si svelano a noi come nuovi volti, quasi sconosciuti, perché per mesi, anni, abbiamo smesso di guardarli, di curarli, soffocati dalla malattia.
In fondo le emozioni sono come dei gioielli, che indossiamo ogni giorno, a volte senza nemmeno rendercene conto, perché troppo indaffarati, o semplicemente distratti, poco attenti.
Le emozioni sono i gioielli più belli che indossiamo anche nelle giornate più cupe, mentre la vita, nel suo scorrere, allenta o stringe le estremità dell'imboccatura del sacchetto. Le emozioni sono gioielli che impreziosiscono le nostre giornate, come gemme incastonate tra le nostre cicatrici, colori splendenti alla luce del sole…no, non quello fuori, il sole dentro.

Vi confesso che oggi mi sorprendo ad annotare questi pensieri, che si sbrogliano, un po' come quelle emozioni s-congelate, alla luce di una serenità nuova, faticosamente riconquistata dopo anni trascorsi nell'angolo del buio accecante della malattia.
Mi sorprendo a sentire le mie emozioni, che ri-nascono così, quasi senza chiamarle. Un po' come le foto "artistiche", non le devi cercare (devi saper guardare attentamente, quello si), arrivano da sé, spontaneamente.
Oggi non la reprimo più questa spontaneità, non la ripugno più. Anzi voglio prendermene cura, giorno dopo giorno, come un tesoro da custodire, perché in fondo è ciò che ho di più prezioso nel mio stare al mondo.

Sandra 


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