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Questo spazio è dedicato a tutti coloro che vogliono CREARE UNA NUOVA CULTURA SUI DCA. Siete tutti importanti perchè unici, così come uniche sono le vostre storie e i vostri pensieri. Questo Blog resta quindi aperto a chiunque voglia proporre o condividere, perché Mi Nutro di Vita è di tutti ed è fatta TUTTI INSIEME.

lunedì 11 marzo 2019

Amiamo la vita


Mi chiamo Francesco, ho 18 anni, e sto provando ad essere un normale ragazzo della mia età.
Perché “provando”? Perché purtroppo il mio passato non è stato come da piccolo lo immaginavo.
Sono sempre stato un ragazzo allegro, spensierato, sensibile, altruista, ma poi fui colpito da giudizi, prepotenze, cattiverie, bullismo, e la mia vita cambiò profondamente. Quel dolore era troppo forte da sopportare ed è proprio così che è iniziata la mia anoressia.
Senza neanche accorgermene quella voce subdola e meschina si è impossessata della mia testa, quella malattia mi ha avvolto le sue braccia attorno, e mi ha trascinato con sè in questo vortice senza fondo. Pensavo di avere il controllo, ma purtroppo così non era, e nel giro di pochi mesi mi sono ritrovato ad essere schiavo di LEI. Agivo senza pensare a tutte le conseguenze e tutti i danni che stavo comportando al mio corpo che diventava sempre più esile, ma che io vedevo sempre più grasso, grosso, sbagliato. Nulla riusciva a fermarmi, nutrizioniste, psicologi, psichiatri, flebo, fin quando mi sono ritrovato ricoverato in un centro residenziale.
Quanto mi hai fatto male anoressia? Quanto mi hai fatto soffrire? Mi hai distrutto l’autostima, mi hai portato via dalla mia famiglia e dai miei affetti, mi hai tolto qualsiasi passione, qualsiasi emozione. Mi hai reso insensibile, costantemente irascibile, e mi hai chiuso in un mondo vuoto fatto di soli numeri. Mi dicevi che non ero abbastanza, in nulla, che non avevo toccato il fondo, quando in realtà su quel fondo ci stavo strisciando da anni.
Ma adesso sono io a parlare, anzi, urlare, sono io a dire basta, sono io a combattere, spero che presto riuscirò a toglierti la voce e finalmente ce la sto facendo!
Non lasciamoci abbattere, abbattiamola.
Chiediamo aiuto, affidiamoci a persone specializzate, lasciamoci aiutare, e soprattutto prima di parlare soffermiamoci a pensare quanto possano far male parole sbagliate.
Ti chiedo scusa Fra, ti chiedo scusa per averti fatto così male, scusami per tutte le cicatrici che oggi porti ancora dentro e fuori di te. Ti prometto che lavorerò per imparare ad amarti e apprezzarti, di nuovo.
Amiamo la vita. 

Francesco


domenica 10 marzo 2019

Pronta a spiccare il volo



Ormai è tanto che vi seguo ed è tanto che provo a scrivervi, ma poi non lo faccio mai.
Oggi però ho deciso di farlo perché anche grazie a voi, grazie anche a tutte le parole lette su questa pagina, oggi posso dire che finalmente ce l’ho fatta. È arrivato il mio ultimo giorno del lungo percorso fatto presso il reparto di psichiatria di un ospedale della mia città, reparto che cura i disturbi alimentari.
Anoressia, di questo si trattava.
A breve lascerò il mio posto a chi avrà bisogno di quel sostegno e di quell’aiuto che mi ha salvato la vita.
La paura è tanta, ma sono pronta a questa nuova sfida, pronta a spiccare da sola il volo, pronta a reggere e sopportare le difficoltà della vita sulle mie gambe che ormai non sono più gracili e fragili come prima.
Penso però di aver bisogno di trasformare tutto ciò che mi è accaduto in qualcosa che possa essere in qualche modo utile. Non so in che modo, ma oggi mi rendo conto di voler essere anche io il supporto ed il sostegno di qualcuno. Per questo rivolgo a tutti voi le mie parole e la mia storia.
Qualche giorno fa ero in palestra ed ho visto una ragazza così magra e piccola che il mio cuore si è spezzato in tante piccole schegge. Guardando lei ho visto me, ho pianto nel vedere il suo dolore, ho visto la sofferenza, il sentirsi sempre così fuori luogo e così a disagio, così sbagliata, così colpevole e così imperfetta.
Quella ragazza stava correndo su quel tapis roulant nello stesso modo in cui lo facevo io.
Quel mucchietto di piccole e fragili ossa che corrono sempre di più e sempre più veloce e che nonostante quella corsa costante, il pavimento non si muove, ma gira e gira di continuo e tu non fai neanche un passo in avanti, corri ma resti sul posto. Continui a correre e di fronte a te c’è la tua immagine riflessa allo specchio, un’immagine che tu odi, ma che cerchi di raggiungere sperando di toccarla però non arrivi mai.
Quel dolore l’ho sentito, l’ho toccato con le mie mani, l’ho tenuto tra le mie dita, l’ho vissuto, l’ho odiato e l’ho amato, ma ora che sono riuscita a crearmi questa armatura che mi protegge, adesso che ne sono uscita ho necessità di sentirmi utile, ho bisogno di essere una delle tante persone che testimoniano che tutto questo si può evitare, che possiamo farci aiutare e non dobbiamo vergognarci di ciò.
A voi di Mi Nutro di Vita dico che io sono qui e ce l’ho fatta, sono qui e sono pronta a dare il mio sostegno. Aiutando posso anche continuare ad aiutare me stessa.
Ho evitato la morte, sono sopravvissuta e finalmente posso dire: io sono viva e voglio vivere ogni giorno della mia vita.

Chiara Toso

sabato 9 marzo 2019

Un piccolo fiocco lilla



Lilla di fiocco

Lilla di fiocco,
che mi carezzo con il tuo tocco.
Tempere color lilla dipingono
tutte le speranze che si tingono.
Fiocco ti stringo in un abbraccio,
per amarmi è tutto quello che faccio.
Offri calore,
in questa vita che non ha colore.
Coccoli questo corpo,
un gentile colpo.
Apprezzi la vita,
contro ogni ferita.
Spezzi le catene,
di una gabbia di altalene.
Di fronte alla bilancia,
spezzi ogni lancia.
Del cibo bon hai paura,
perchè ci affidi ad ogni cura.
Facci amare,
e la malattia smetti di farla parlare.

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Fiocco lilla

Piccolo e delicato profumo di lilla.
In un nodo racchiudi l'urlo di coloro che sono rimaste mute dalla bestia.
Fuori dal tunnel nero il tuo colore illumina il mondo.
Piccolo fiocco leggiadro che dai voce a chi non c'è più, a chi è stato mangiato dalla bestia, ritorna a fiorire.
Simbolo di rinascita e di coraggio ti stringi su te stesso, mentre lei è sempre alla ricerca dell'anima più fragile, pronta per farla navigare nel suo vortice, nel suo circolo vizioso.
In un abbraccio su te stesso doni speranza e voglia di vivere e attendi, con le tue sfumature, il ritorno della letizia.
Simbolo di lotta contro tante ricadute, di tenacia per coloro che sono guarite.
Emani il tuo profumo color lilla nel corpo di coloro che rifiutano, ma senza giudizio lo sfiori e lo carezzi perché già troppo fragile, così piccino e delicato.
Sbocci dopo un atto di coraggio da parte di un uomo a cui è stata portata via la sua figlia dalla malvagia voce della bestia.
Nel corso del tempo di tante persone fragili hai attraversato ciò che il loro mostro ha calpestato.
Sii forza, audacia, affetto, comprensione, e premura nel cuore di coloro che hanno sofferto, di quante stanno soffrendo e soffriranno, ma non farle mai smettere di combattere.

Anna Gemo

 

lunedì 4 marzo 2019

Dentro la bolla di un Disturbo Alimentare


A te che non ti sei mai sentita abbastanza brava, abbastanza capace, abbastanza studiosa. Che ti sei incolpata per anni di non essere una brava amica, figlia, sorella. Hai trovato nell’anoressia un’alleata, “qualcuno” a cui dimostrare che di una cosa eri capace: far scendere quel numero sempre di più, ogni giorno più basso del giorno prima, anche a costo di digiunare e sentirti svenire ogni giorno.
Vorrei dirti che non devi raggiungere alcun traguardo per meritarti la stima e l’affetto di chi ti circonda, che tutti noi abbiamo il diritto di esistere e di ricevere amore e conforto al di là di numeri e risultati.
Mi piacerebbe farti capire che la vita di ognuno ha sempre un immenso valore, e che un giorno riceverai tutto l’amore e la comprensione che ti spettano. E che se in passato ti sei sentita non amata o non apprezzata non è perché sei sbagliata, non è colpa tua, mai.
A te che hai cercato di sostituire tutti i pensieri, le ansie e le preoccupazioni con l’ossessione per le calorie, per i nutrienti e per il peso perché questo era l’unico modo per andare avanti, un’arma di autodifesa per eliminare emozioni forti che non riuscivi a gestire. Ti capisco perché anche io ne ho avuto a lungo paura, e tanta. Quando mi hanno imposto di guarire e staccarmi dall’anoressia ho pianto, ho tremato, ho dubitato di me stessa ma alla fine ho cominciato a lottare e a riprendermi la mi vita.
Tutti noi, da qualche parte, abbiamo la forza per affrontare le emozioni negative che sentiamo, dobbiamo però essere disposti ad ascoltarle, a provarle e a farci i conti.
La guarigione non è un percorso facile, ci saranno giorni in cui affrontare il mondo farà male e avrai paura di non riuscirci ma non devi mai dubitare della tua forza di superare tutto questo
Solo passando attraverso i problemi, senza cercare di allontanarli o sopprimerli nascondendosi dentro la bolla di un disturbo alimentare, riuscirai a risolverli e ne varrà la pena, sempre.

Greta 

venerdì 1 marzo 2019

Invasione di campo


"Poiché tutto è un riflesso della nostra mente,
tutto può essere cambiato dalla nostra mente
"

A volte, ci chiediamo quali sembianze abbia l'anoressia. Che volto darle, nel caso ne abbia uno, oppure solamente che forma darle, nel caso sia una massa informe, di che colore immaginarla, se tutta nera, scura, o se trasparente perché si insinua invisibile nelle nostre vite. 
Dopo molti anni, sono arrivata alla mia visione, che spero possa essere anche la vostra un giorno. Io vedo l'anoressia come un nostro clone, una nemesi, come il nostro riflesso nello specchio, esattamente uguale a noi. Ma non è noi. Avete presente le scene dei film dove ci sono due personaggi identici, uno finge di essere l'altro, e non si capisce la differenza e tutti ne sono ingannati? È esattamente così. L'anoressia vuole prendere il nostro posto, vuole sostituirci, si spaccia subdolamente per noi, pretende le nostre vite. In inglese "to pretend" significa "fingere", ed è proprio quello che fa lei, si finge noi e finge anche che tutto vada bene, che anzi sia quella la nostra vera sembianza e ci imita talmente bene che non solo gli altri credono che quella sia la nostra vera persona, ma ci crediamo pure noi. Anche se ha fatto parte del nostro passato, anche se rappresenta pur sempre una parte di noi, non è totalmente noi, non è in grado di sostituirci perché non riesce a comunicare tutto quello che siamo, e credetemi, ognuno di noi non può essere ridotto all'interno di una parola. 
Arrivati a questa consapevolezza, davanti allo specchio dobbiamo distinguere dove iniziamo noi e dove inizia il nostro riflesso, capire dove inizia uno e finisce l'altro, distinguere il confine tra vita e malattia. E non dobbiamo credere di essere stati noi ad oltrepassare quel confine, piuttosto che sia stata la malattia a superarlo. Non siamo i responsabili di quell'attraversamento, siamo le vittime di un'invasione, ed è qui che abbiamo la responsabilità di ridefinire gli spazi e di ricostruire ciò che l'anoressia ha fatto crollare al suo passaggio. E solo dopo riusciremo a vedere con il cuore e non solo con la mente, e quello sarà davvero un grande giorno.

Elisa Sossi