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sabato 27 settembre 2014

ROSSELLA Giochi di luce

Tutto sta nei giochi di luce. Ho tenuto sempre per me, sigillate, nascoste persino alla ragione, le motivazione che lentamente mi portarono, all'età di 16 anni, a scegliere il silenzio, il buio, il nulla.
Annaspavo per farmi notare. Cambiavo sport, idee, hobby in continuazione fino a che non portai i miei a pensare che ero fatta così, nata per non concludere, per non scegliere anche solo una cosa che fosse mia. Prendevo tutto, bulimica della vita. Mi ero convinta che fossi realmente così, una linea sfumata, non definita. Decisi che avrei dovuto prendere una decisione e mantenerla. Un punto fisso. Il digiuno.
Fu l'anello debole che fece crollare ogni cosa. Tutti i castelli che mi ero costruita attorno iniziarono a frantumarsi ed io rimasi in balia dei vuoti e di una verità che faticava a venire a galla.
Due anni di terapia privata con lei che era più brava di me a rimanere sulla mia superficie. Credeva ad ogni singola parola che enfatizzavo per cercare di mascherare quello che c'era dentro. Ero diventata un'anima barocca. Ce l'avrei fatta da sola, decisi che ero guarita e convinsi tutti intorno a me, persino me stessa.
Ma non è mai come tutte le bugie che ti racconti. C'era quel qualcosa, quel punto debole che appena veniva inconsapevolmente toccato scatenava la bestia. I digiuni e poi ciò che più di tutto il resto pensavo potesse togliermi la ragione, la capacità di nascondere il caos dell'anima: le abbuffate.
Dovevo chiedere aiuto, anche contro coloro che inserivano mia madre nella confusione più totale dicendole che avrei potuto aspettare, che il mio era solo un capriccio, una fretta di agire. NO. Il disturbo alimentare non aspetta, si prende ogni minuto qualcosa di te. Il disturbo alimentare non ha BMI , ha un'anima in fiamme che cerca di deteriorarsi da sola mentre il corpo fino all'ultimo cerca di sopravvivere. C'è un'arte del corpo dalla quale imparare.
Ora ho la vita nelle mie mani, grazie a chi ha saputo scavare dentro me. Ho imparato che il mio punto debole lasciato nascosto nell'ombra era me stessa, volevo a tutti i costi che il mio mondo godesse dei riflettori di mia madre, che tutto di me venisse accettato, amato. E' umanamente impossibile. Bisogna ricominciare, partorirsi da soli. Rinascere, sporcarsi le mani del proprio mondo, metterlo alla luce e amarlo. Nessuno può darci tutto l'amore di cui abbiamo bisogno, se non noi stessi. Spetta a noi prenderci la responsabilità della nostra stessa vita, smetterla di vedere il cibo come un'arma e ricominciare ad assaporare tutto, anche ciò che a loro modo gli altri sono in grado di darci. Prendere la parte migliore, nutrirsene prendendone la giusta dose.

Riscoprire il gusto di nutrirsi, di farlo per se stessi, questo è il segreto. Nessun numero può contenere quello che siamo.

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