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giovedì 2 marzo 2017

Il faro


Oggi stavo cercando dei documenti che mi servivano e, inaspettatamente, mi sono trovata tra le mani una lettera che avevo scritto un po' di tempo fa. Questa lettera l'avevo  indirizzata a una parte di me molto critica, severa, punitiva. Per anni ho chiamato questa mia parte  la " Signorina Rottermaier ". Questa lettera l'ho scritta in concomitanza anche con il trasloco di casa  fatto in quel periodo   ...Quindi per me ha un significato doppio .. Voglio condividere questa lettera con tutti voi,

Cara ex Signorina Rottermaier, da oggi per me sei il mio faro. È incredibile per quanti anni ti ho vista e considerata mia acerrima nemica. Oggi invece, ti ritrovo a sentirti e vederti sotto un'altra veste.  Quante battaglie abbiamo affrontato insieme io e te. Ti ricordi?  Piangevo, volevo stare a casa, volevo più e più volte gettare la spugna. Ma tu eri lì. Ferma. Decisa. Risoluta a dirmi perentoriamente di non mollare...di andare avanti...di insistere perché io dovevo e potevo farcela... E che dire dei momenti di sconforto e soprattutto di quei momenti di profonda angoscia ? Tu eri sempre lì, presente, rigida, severa, controllata. Pronta a spronarmi. A pungolarmi. A infastidirmi. A non farmi mai cadere l'attenzione verso l'oblio... Quante volte ti ho odiato. Si.  ODIATO!!!!!! Odiato
per la tua severità...Odiato per il tuo dito perennemente puntato contro....Odiato per avermi fatto sentire piccola ( quando invece era la paura ad essere grande).. Più volte ho pensato che tu lo facessi perché ti divertissi a farmi male. Più volte ho pensato che tu volessi punirmi. Quante volte ti ho chiesto di smetterla di castigarmi. Smetterla di avercela con me. Ma tu noooo....Tu nulla... Tu imperterrita sembrava non mi ascoltassi. Ho creduto che tu godessi a vedermi soffrire, lì, imprigionata all'interno di quel vortice chiamato bulimia e anoressia. Solo oggi ho capito che dentro a quella mia sofferenza  c'eri pure tu.. Anzi. Tu eri la parte che soffriva di più perché a te non era permesso di piangere. Si, perché se avessi pianto, se avessi ceduto pure tu, chi mi avrebbe portato fuori dalle spire della malattia?  Che gioia immensa ho provato oggi quando in un attimo, mi sei apparsa per quello che sei stata sempre per me: il mio FARO!!!, la mia guida, il mio consigliere fidato. Altro che Signorina Rottermaier. In quell'attimo, quanto amore ho provato per te. Tu, che mi sei sempre stata  vicina e non mi hai mai abbandonato. Certo. Allora forse mi serviva essere spronata in modo energico, ma oggi....da oggi ti chiedo se puoi usare un altro linguaggio con me. Un linguaggio di amore. Sì, perché ora lo so che non mi sei mai stata contro.....Il mio FARO.....Che effetto mi fa sapere che il faro è stato ed è tutt'ora dentro di me. Mi ritorna in mente una frase scritta in molti testi spirituali: " Tutto è già dentro di noi, basta andare a togliere i vari strati sotto i quali andiamo a nasconderci. E li, troviamo la nostra natura illuminata". E lo strato che ti andava a coprire era lo strato della severa punizione. Della profonda mortificazione. Del continuo dito puntato contro. Oggi, tolto queste vesti, ecco che mi sei apparsa per quello che eri e che sei : un FARO....Ma ora basta usare questo linguaggio dualistico. Basta usare il tu e l'io. Perché io e te siamo un'unica cosa e insieme vogliamo la stessa cosa: l'amore. Vivere senza troppa sofferenza. Sapere che ogni evento può essere vissuto da diverse prospettive. Sai, anche questa nuova casa mi sta aiutando a raccogliere  tutti i vari pezzi, idee, concetti di me che nel tempo avevo sparso in vari luoghi. La casa dove vivevo prima, quella casa così piccola, sembrava quasi un nascondiglio. Non era la mia vera dimora. Era talmente piccola che tutte le mie cose, dato che non c'era spazio, erano sparse ovunque ( un pezzo a casa di mamma, un pezzo a casa di mia sorella, un pezzo in palestra......) non ci capivo più nulla. Ma io dov'ero realmente? Quanta confusione. Quanto vagabondare. Me ne rendo conto ora di quanto la mia anima fosse andata in frantumi. Venendo a vivere in questa nuova casa, è come se ogni pezzo avesse trovato finalmente il suo posto. Come un mosaico. Tutto si è unito in un quadro dal titolo " vita".  Ecco come mi sento ora. Viva e unita... Era inevitabile che dovessi scontarmi con te mia cara ex Signorina Rottermaier. Tu che mi hai sorretto e sostenuto in tante battaglie ora mi stai dicendo: " come, non vorrai mica ora accantonarmi in un angolo?" No mio caro faro. Non ti accantono. Perché tu sei parte di me. E con me ci sarai sempre perché è tanto ed è importante ciò che abbiamo condiviso insieme. Solo che da oggi useremo un solo linguaggio per comunicare: il linguaggio dell'amore. E l'essere venuta in questa nuova casa, è in realtà l' essere tornata a casa. Sì, mia carissima Signorina Rottermaier, ora ti ho riconosciuta, sei il mio FARO. Ben tornata a casa. Ti voglio bene.

Francesca 

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