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lunedì 8 novembre 2021

Un numero non lo sa

 

 
Non ricordo che età avessi, forse dodici o tredici anni, non di più. È una scena che mi è rimasta impressa nella memoria e a cui ripenso spesso, forse per cercare un ipotetico inizio del bellicoso rapporto con la mia corporeità, o forse soltanto perché il pensiero che feci all'epoca non mi ha mai abbandonata del tutto. O ancora, per ripetermi che non ho colpe se non l'esserci nata, con questi pensieri.

Era estate, circa all'ora di pranzo, io stavo salendo sulla bilancia per vedere se quel giorno mi sarei potuta concedere una modesta e per nulla pretenziosa pizza surgelata, una tipica margherita comprata al supermercato, e che sono certa di non aver più mangiato da allora. 
Dopo il verdetto ero così contenta di poter mangiare quella pizza, perché sì, quel giorno i numeri me lo permettevano, mi dicevano che andavo bene e che in me poteva esserci spazio per ciò che desideravo e che, se non avessi avuto la bilancia sotto mano, probabilmente avrei mangiato in ogni caso. 

Penso spesso a quella scena della mia vita perché credo sia stato da quel giorno che ho iniziato a pesare le cose che potevo permettermi, che potevo meritarmi, è stato da lì che, in modo graduale ma costante, ho iniziato a (non) dare peso al mio valore. 
Ma se prima, quand'ero ancora una bambina, ero in grado di mantenere i miei propositi, e quindi concedermi ciò che consideravo un premio per "pesare nel mio limite", crescendo non ci sono più riuscita, perché ogni cifra era allo stesso tempo uno spostamento di quel limite, e si trasformava in un "sarà per la prossima volta" portato però all'infinito. 

Il permesso era ciò che aspettavo, un'indicazione che provenisse dell'esterno, e che di conseguenza ha fatto svanire la mia libertà. 
Non sono libera da tanto tempo, imprigionata in molte cose, in uno specchio, nei numeri, nelle emozioni, in me stessa. 
Ci si può perdere in se stessi e non sentirsi al sicuro, pur abitando nel proprio essere? 
È talmente contrastante e disorientante come sensazione, che un numero può darti l'apparenza della stabilità che cerchi.

Si dice sempre "è solo un numero, non dice niente su di te", un numero non può far sapere se ti piace l'azzurro o preferisci il viola, se ami la danza o sei sai suonare uno strumento, un numero non sa qual è la tua canzone preferita né se in questo momento ti senti felice o se vorresti solamente piangere, e un numero non può dirti se c'è abbastanza spazio nella tua vita per le cose che ti fanno stare bene. 
Un numero, tutto questo non lo sa, sono solo io a saperlo, quella bambina lo sapeva bene, ma il peso del mondo gliel'ha fatto dimenticare e, non contando più su se stessa, ha deciso di contare altro, tutto ciò che alla fine non conta nulla in una vita libera dalle sue prigioni. 

Elisa

 

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