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Questo spazio è dedicato a tutti coloro che vogliono CREARE UNA NUOVA CULTURA SUI DCA. Siete tutti importanti perchè unici, così come uniche sono le vostre storie e i vostri pensieri. Questo Blog resta quindi aperto a chiunque voglia proporre o condividere, perché Mi Nutro di Vita è di tutti ed è fatta TUTTI INSIEME.

giovedì 4 gennaio 2018

Cara Vita...



Cara Vita,
Ti scrivo per dirti che tra noi è finita.
Non so dirti per quale motivo
A me non torna più il sorriso
Bugiarda sono, in realtà so bene cosa mi ucciderà.
Dovrei esser più forte, lottare
Ma sono stanca di arrancare.
Sono stanca di soffrire,
Per questo io vorrei morire...
Mi dispiace pensare questo
Ma da tanto tempo mi detesto.
Odio troppo il mio corpo,
Cado spesso nello sconforto.
Vorrei tanto scomparire,
questo inferno far finire...
Ti rinnego cara Vita ...
Scusa mi sono già pentita,
Di aver prodotto tale pensiero
Così terribilmente nero.
Ma io non posso farci niente,
Questo è il desiderio che partorisce la mia mente.
Rifletto e penso agli anni che ho
Non dovrei pensare tutto ciò...
Ancora scusa io ti chiedo
mia cara vita ma io annego
In un mare di ossessione
Di cui non conosco soluzione..
Vita mia come vorrei amarti!
E invece vorrei solo abbandonarti...
Vorrei solo morire
Per mai più sentire
Questo straziante dolore
Che ogni giorno invade il mio cuore.
---
Vita
Oh vita, ho ripreso ad amarti finalmente!
Adesso vedo un po' di luce in questo presente.
Non sono ancora del tutto al sicuro,
Ma è tornata speranza per il mio futuro.
È bellissimo desiderare una vita felice
Non smetto di sognare proprio come Alice
Sogno un futuro brillante, 
Appagante, 
Sereno, 
Pieno di positivo pensiero.
Grazie Serena per questa opportunità, 
Ti sarò grata per l'eternità.
Grazie Nic per avermi detto "sei speciale",
Me lo ripeto ogni volta che sto male.
Vita mia ti amo!
Ti corro incontro con un rametto d'ulivo in mano...
Mi inginocchio davanti a te,
Non ti allontanerò mai più da me.

Camilla

lunedì 1 gennaio 2018

Il potere delle parole



Ogni parola che dico o penso 
ha un potere immenso.
Per questo devo usarle in modo appropriato 
non vorrei lanciare un messaggio sbagliato.

Pensieri di morte di distruzione... 
A volte, mi dispiace, fanno da padrone.
Come in questo momento 
di grande tormento.

Gli occhi non voglio più riaprire 
non ce la faccio più a soffrire. 
Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto 
invoco un silenzioso grido di aiuto.

Pensieri di amore e serenità 
per circondarmi di positività.
Mi sforzo di far prevalere questo pensare
poiché il male da me voglio allontanare.

Voglio vivere una vita gioiosa
talmente luminosa
piena di colore
da cancellare tutto il mio dolore.

Non vedo l'ora di sperimentare tutto questo
spero di viverlo al più presto.

Universo accogli i miei desideri
ti sarò grata se li renderai veri. 

Camilla

sabato 30 dicembre 2017

Amati



- Per guarire devi imparare ad amarti! 

- E come si fa?

- Smetti di giudicarti e va avanti, smetti di metterti alla prova, smetti di guardare negli occhi degli altri un segno di approvazione!

- Mi sento sempre inadeguata....

- Certo non ti liberi del tuo personaggio, devi essere, bella, brillante, intelligente, sempre di dire la parola giusta in ogni momento...Dio! Ma ti rendi conto di quanta ansia metti nelle cose più semplici?

- Già....ma io non so fare diversamente è una gran parola "amati" per una che nella vita ha cercato in tutti i modi di essere amata!...

- Ma non lo capisci proprio? Che il vuoto che hai dentro tu lo puoi colmare delle cose belle che hai sempre avuto dentro di te e che sono solo tue, dentro di te da quando sei nata e ti fanno unica che nessuno e dico mai nessuno può realmente portarti via?

- Riempire il vuoto d'amore col mio amore, come si fa? A volte io mi sento felice e penso di spaccare il mondo, di aver vinto sulla sofferenza e altre volte tutto mi pesa addosso e non mi va di fare quello che sto facendo.

- No, non è così! Le volte che tutto ti pesa è perché hai lasciato entrare altro dentro di te! Comprendi? Hai tolto del tempo per te, hai assorbito rabbia e dolore altrui, ti sei fatta carico dei mali altrui dimenticandoti di te stessa! Tu sei sempre quel raggio di Sole che si fa strada nelle dinamiche della vita, non deve essere mai il contrario!

- Ma come si fa, come si fa? (si nasconde il volto fra le mani)

- Tempo, dedicati del tempo, ascoltati, inizia a pensare che tu sei detentore della tua verità, e non dare ascolto ad altre voci, la verità non è mai assoluta, è qualcosa che senti dentro, che la tua sensibilità accoglie e non sarà mai uguale a quella di altri, non ti potrà mai uniformare! Capisci?

- Ho un dolore grande che mi annienta se mi dico la verità. (piange)

- No tesoro, la verità..la tua verità! Spoglia il dolore di quella parte cattiva che ti graffia l'anima. Ti consuma fargli resistenza! Il dolore diventa forza, diventa una cicatrice dell'anima che curerai ogni giorno prendendoti cura di te! Diventerà qualcosa che c'è ma non può più farti male, non sanguina più, è solo cicatrice! E quando la guarderai, non ti sentirai male, vedrai ciò che sei ora e ciò che sei stata. Quella cicatrice misurerà sempre la distanza tra lei e te!

Buona vita a tutti!
Clara

mercoledì 27 dicembre 2017

Un'altalena di emozioni


L'idea iniziale era scrivere un pezzo sul Natale, sulla sua bellezza e magia...ma anche su ciò che, per chi come noi, si porta appresso. Dolori, difficoltà, dubbi, tristezza più o meno spiegabile. Avrei scritto di come avevo intenzione di fare per sopravvivere alle feste...il tutto, urlato e non taciuto con lo scopo di far capire quanto questi periodi di festa pesino sulle nostre già precarie condizioni.
Beh, quel pezzo infine non l'ho spedito al blog. È ancora sul mio pc. Perché?

Perché la malattia quest'anno, in modo più irruento degli scorsi, mi ha tolto anche il Natale. Fino all'anno scorso riuscivo, seppur a fatica, ad addobbare casa, pensavo ai regali per i miei cari, uscivo, nonostante sforzi immani, a fare auguri e stare in compagnia...pensate, mi vestivo persino col pigiama rosso. Mi imponevo di sentire e vivere la magia della festa, anche semplicemente indossandola. Lo facevo in parte per me, per non pensare al dolore almeno qualche ora, e soprattutto per gli altri, per non deluderli, per non rovinare loro le feste, per far sì che fossero certi del mio amore nei loro confronti.

Quest'anno...vi racconto il mio 25-12-17.

Sveglia h 6, preparo il caffè, me lo gusto (neanche tanto) associato alla solita sigaretta. Torno a letto (non per dormire, solo per non sentirmi viva). Mamma verso le 11 mi viene a chiamare, salgo con lei e ci facciamo gli auguri e scambiamo i regali. I miei, fortunatamente, azzeccati per tutti. Ho ricevuto poco, ma non ha importanza, non mi aspetto nulla da molto tempo. Una lacrima scende, torno a letto. Un'oretta dopo chiamo papà perché mi accompagni a fare un intramuscolo in ospedale, un calmante. Mi faccio lasciare a casa e auguro a lui e famiglia di godersi il pranzo coi parenti. Dal letto sono scesa circa 3 volte, una per "pranzare" (solo e solamente per rispettare gli accordi con la nutrizionista, io avrei digiunato), una per un caffè-sigaretta, una per "cena". I miei genitori sono rientrati verso le 18, ma li ho voluti vedere solo dopo cena. Sono salita per salutarli, abbracciarli, dir loro che li amo e che mi dispiace di come sia andata quest'anno. Sono tornata sul divano, ho preso le solite pastiglie, più quelle al bisogno, poi ho chiuso gli occhi e ho lasciato mondo e pensieri fuori dalla porta.

Ecco. Questo è stato il mio giorno di Natale.

Quando dentro non c'è luce, non c è festività che tenga.
 
Lara

- - -
In apnea. Così si vivono i giorni "di festa".
I giorni "di festa" si vivono con il fiato sospeso, per i continui vuoti da colmare, per gli insistenti silenzi da riempire, intervallati dal rintocco delle campane, dalle conversazioni a senso unico con i fantasmi della mente.
I giorni "di festa" si vivono con il fiatone, a furia di scappare, di fuggire, in cerca di una boccata d'aria; un sorriso sincero, una parola amica, uno scatto spontaneo, quasi rubato all'imprevedibilità della vita.
Cerchi disperatamente intorno a te, o forse dentro di te, un raggio di luce a cui aggrapparti per ricordarti che devi respirare, sempre, perché a restare troppo a lungo in apnea si rischia di morire soffocati.
(…)
Ci sono giorni in cui il sole non sorge mai, sembra essersi dimenticato di svegliarsi.
Ed altri, invece, in cui il calore tiepido dei suoi raggi riaccende la speranza, come il fuoco ristoratore del camino in una gelida notte d’inverno. Riscalda e scioglie le emozioni, una dopo l’altra, si succedono come le scene di un film già visto, a cui hai assistito con gli occhi bendati e le orecchie tappate da una terrificante presenza, la malattia. Scene a cui ti ritrovi ad assistere inerme, perché, per quanto si possa cercare di controllarla o di gestirla, un’emozione non si programma, non la si costruisce, arriva spontaneamente: scendono lacrime, di gioia o di dolore, un brivido attraversa la schiena, lo stomaco si chiude, le gambe tremano, sul viso si accenna un sorriso... Ti può cogliere impreparata e sorprenderti, o travolgerti, o ancora rigenerarti...certo è, che qualunque sia l'effetto che suscita in te, tu non puoi che accoglierla, lasciarla danzare intorno a te e custodirla come un tesoro, perché potresti non riviverla più con la stessa intensità, né allo stesso modo. Non perché potrebbe non ripresentarsi mai più, ma perché sarai cambiata tu.
Mentre si soffre non si riesce a percepire, a sentire, quello che si è in grado di trasmettere
. O forse lo si intravede, forse in lontananza, ma in maniera sempre distorta, alterata, distaccata, perché qualsiasi 'movimento' è filtrato attraverso l'istinto della malattia; severo, giudicante, inflessibile.
La sofferenza insegna anche questo: che di fronte ad un'emozione, positiva o negativa che sia, anche la paura si fa da parte, perché ogni emozione è il riflesso dell'universo sconfinato che ci portiamo dentro, è uno dei codici umani con cui partecipiamo alla nostra vita di ogni giorno, con cui ci raccontiamo, a noi stessi e agli altri, ogni giorno.
In quest'ottica, allora si, anche stare male ha un senso. 

Sandra 

[brano estratto da "Oltre - Scoprirsi fragili: confessioni sul (mio) disturbo alimentare (Liberodiscrivere Edizioni, 2018)].

domenica 24 dicembre 2017

Sentire l'amore


Il mio cuore ora riesce a sentire. Sente non solo l'amore che ho intorno, ma anche quello che alberga in esso. Gli ho avvolto intorno un soffice fiocco rosso e l'ho posto sotto il mio albero di Natale. Non c'è nient'altro sotto ve lo assicuro, perché davvero non avrei occhi che per esso.
Riscoprire la propria umanità e custodirla come il regalo più prezioso non ha eguali, soprattutto in questo momento in cui lo stare insieme è l'ingrediente che fa la differenza per assaporarla e goderne.
Prima di questi ultimi due anni, non ricordo quando il mio Natale sia stato una coccola per me. Se chiudo gli occhi, ritorno indietro a quando ero bambina, periodo in cui la magia del Natale si esprime ai suoi massimi livelli, dopodiché buio. Tavole imbandite non solo di leccornie ma anche di emozioni incontrollate, che mi portavano a voler rendere insapore ogni cosa. Solo sgradite e 'cattive' tentazioni mescolate alla mia incapacità di comunicare, di esprimermi. Sotto l'albero regali anche graditi, ma l'unico vero regalo che avrei voluto, rimaneva sepolto chissà dove. Avrei voluto che quella tavola fosse il mio più gradito regalo. Quella tavola di convivialità, circondata da persone che amavo, di cui anche io ero parte e di cui avrei voluto sentirmi parte senza farmi male e senza che chi vi era intorno stesse male.
L'idea, il ricordo, indelebile, le cicatrici lasciate da tanto dolore ora rendono il mio Natale forse per quello che dovrebbe essere e non mi fanno desiderare di vedere chissà quale regalo sotto l'albero, basta sentire l'amore dei miei cari e quello che provo io per loro.
Dunque non posso che augurare con tutto l'affetto possibile a tutte le persone che ancora combattono, di poter stringere intorno ad un soffice fiocco rosso il regalo davvero più prezioso, l'amore che si può provare per se stessi, scoperto ciò anche quello altrui sarà un caldo abbraccio.

Rosy